
Tremila persone all'inaugurazione e 2.000 il giorno successivo: numeri da record per la Biennale torinese che il 17 dicembre ha aperto i battenti a Torino Esposizioni. E le 3 " D" dell'arte secondo Sgarbi, "disorientamento", "disordine", "democrazia ", trionfano all'ombra della Mole. Una folla "da stadio", così l'ha definita il coordinatore Giorgio Grasso, ha presenziato sabato scorso al vernissage della mostra con cui si chiude il cerchio aperto il 4 giugno scorso dalla 54esima edizione dell'Internazio nale d'Arte Contemporanea di Venezia. «Questo padiglione Italia è il primo assaggio di una ritrovata democrazia dell'arte - afferma il curatore Vittorio Sgarbi -. Chi l'ha detto che l'arte deve essere appannaggio di pochi? Chi l'ha detto che l'arte deve essere orientata e che deve avere un suo ordine? L'arte contemporanea è quella che esprime il nostro tempo nella sua varietà, nella sua molteplicità, nel suo disordine» . Una democrazia nell'arte cui ha applaudito anche Mario Resca, direttore generale del Ministero dei Beni Culturali: «Torino è stata abile ad attrarre un'iniziativa democratica come questa - sottolinea Resca - , un'ini ziativa aperta agli artisti e non solo a quelli appartenenti a determinate scuderie. L'arte è a disposizione di tutti, il patrimonio culturale deve essere vicino alle famiglie e anche la divulgazione dell'arte non deve essere appannaggio di pochi».
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