
Le tre giornate di squalifica pendenti sulla testa di Zlatan Ibrahimovic - per lo schiaffo ad Aronica al 19' della ripresa di Milan-Napoli - sono diventate realtà ieri intorno alle 17, quando il giudice sportivo Tosel ha emesso le sentenze della terza giornata di ritorno del campionato di A. Le pressioni mediatiche studiate ad hoc da Adriano Galliani non hanno funzionato. L'ad domenica nel post gara ha invocato per lo svedese non più di due turni prendendosela anche con chi fa il proprio lavoro. «Non credo che Ibra prenderà più di due giornate nonostante a Sky facciano i fenomeni con i pronostici», ha detto Galliani a Milan Channel, mentre nella tv di Murdoch leggevano semplicemente il regolamento. Puntualmente applicato dal giudice sportivo. E ora? Ibra salterà le gare contro Udinese, Cesena e Juventus. Il Milan non ci sta, per questo ha già annunciato il ricordo. L'obiettivo è uno solo: riavere l'attaccante per la sfida contro i bianconeri in programma a fine febbraio. La gara scudetto. Il resto non conta. Intanto Galliani urla: «Solo un buffetto, non c'è violenza».
ATTAPIRATO
Zlatan Ibrahimovic il giorno do- po lo schiaffo è pentito. Oramai non basta, le tre giornate di stop sono arrivate e lo svedese rischia seriamente - se non sarà accolto il ricorso - di non giocare il 25 febbraio contro la Juventus. In attesa di conoscere la sorte di Zlatan - Valerio Staffelli ha consegnato il Tapiro d'oro all'attac cante del Milan. «Ho fatto una cazzata. Succede, succede. Devo imparare quando sbaglio». E sulla prova tv: «Non servivano le telecamere per quello che ho fatto. Ho sbagliato » . Nonostante tutto, il rossonero non è preoccupato: «Ho fiducia nella squadra. Farà bene anche senza di me». L'ultima battuta è sull'amico Cassano: «Cosa mi ha detto? Si è messo a ridere».
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