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Irruzione delle Fiamme Gialle in sede. Perquisita su ordine del Pm anche la società di revisione “Price Water House Coopers”

Zincar, spunta l’ombra del peculato

MILANO 24/06/2009 - L’ombra del peculato si allunga sulla Zincar. È su questa ipotesi di reato che sta lavorando la Procura di Milano che ieri, su richiesta del pm Alfredo Robledo, ha inviato la Guardia di Finanza a perquisire la sede della società voluta da Palazzo Marino (e partecipata da A2a e dall’Unione del Commercio) e dichiarata fallita nel maggio scorso a seguito di un buco da 18milioni di euro.

Un buco creato sulle spalle e all’insaputa dei cittadini milanesi con una serie impressionante di sprechi per spese per assunzioni e sponsorizzazioni che solo a citarle appaiono assolutamente discutibili. Il decreto di perquisizione che ha permesso alle Fiamme Gialle di fare irruzione nella sede di Zincar e in quella della società di revisione “Price Water House Coopers”, che però non risulta al momento coinvolta nell’inchiesta, fa riferimento agli ultimi due esposti presentati in Procura dai liquidatori guidati dall’ex rettore della Bocconi Angelo Provasoli e dal direttore generale del Comune di Milano, Giuseppe Sala.

L’affaire Zincar resta dunque all’ordine del giorno nell’agenda politica in attesa che il 30 giugno si tenga il Consiglio Comunale straordinario che cercherà di ricostruire la storia della gestione dell’azienda in tutti questi anni. Consiglio a cui, incalza Pierfrancesco Majorino del Pd, il sindaco Moratti «ha l’obbligo morale di partecipare, spiegando in aula come stanno le cose. Le ultime notizie non fanno altro che confermare tutti i nostri timori su quanto si celi dentro le stanze della società in fallimento. Ci chiediamo poi come sia possibile la promozione di Vincenzo Giudice avvenuta nei mesi scorsi. Come mai chi ha presieduto la Zincar negli ultimi anni è stato piazzato dal sindaco in un’altra società controllata (la Metro engineering)? Si tratta di un interrogativo di fronte al quale non si può esibire un vergognoso silenzio».

E sulla questione ieri è intervenuta la Giunta con un comunicato: «Per tutelare gli interessi del Comune abbiamo proposto di verificare con il curatore fallimentare un “concordato fallimentare” da sottoporre poi all’approvazione del Consiglio Comunale. Sarà anche inviato un esposto alla Corte dei Conti per accertare tutte le responsabilità amministrative e contabili legate alla società, considerato che durante il mandato del sindaco Moratti non è stata affidata alcuna nuova commessa».


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