Per Vincenzo Visco, invece, si tratta di un fatto di trasparenza e democrazia
Redditi su web, scoppia la bufera
Il Garante: non ne sapevamo niente
ROMA 30/04/2008 - L'Agenzia delle Entrate ha reso consultabili sul web i redditi di tutti i cittadini italiani. Il passaparola è stato così veloce che dopo qualche minuto il sito era già intasato.
Il Corriere ha anche pubblicato le istruzioni sul percorso da seguire per accedere alla enorme banca dati. L'occasione, del resto, era veramente ghiotta: poter sapere quanto guadagna il proprio vicino di casa o un calciatore famoso.
Ma subito è scoppiata la polemica e adesso il ministro Visco è soggetto a pubblico linciaggio. Il motivo della polemica? il fatto che un qualsiasi malintenzionato può senza filtro alcuno, sapere quanto guadagna la sua futura vittima e poi decidere ad esempio di rapirlo, ricattarlo o estorcegli denaro.
L'Agenzia delle Entrate è subito corsa ai ripari, appena il polverone rischiava di assumere proporzioni fuori controllo e, in un sito già di suo intasato e lento per l'eccessivo numero clic, ha apportato le modifiche necessarie affinchè l'accesso a "dati sensibili" avvenga sotto un'apposita autorizzazione.
La bufera però, non ha tardato ad arrivare: il primo commento all'archivio on line arriva dal viceministro all'Economia Vincenzo Visco che ha avuto un ruolo determinante per la sua creazione: "E' un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi".
IL GARANTE DELLA PRIVACY
Ma Visco viene immediatamente sconfessato dal Garante della Privacy: "L'iniziativa dell'agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi per esaminare la questione". Così gli uffici del garante, interpellati a proposito della pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi.
L'AGENZIA DELLE ENTRATE
È un provvedimento a norma di legge replica invece l'Agenzia delle Entrate. Il provvedimento, a firma del direttore dell'Agenzia, Massimo Romano, è stato trasmesso ai Comuni e agli uffici locali con il compito di rendere disponibili gli elenchi. Infine, nei provvedimenti di pubblicazione si ricorda che il Garante della Privacy ha fornito il proprio via libera con decisioni del 17 gennaio 2001 e 2 luglio 2003.
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Scritto da:
AS - alessandro.sichera@cronacaqui.it