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Intanto si profila una guerra interna tra le associazioni dei consumatori che sulla questione hanno pareri diversi

Redditi su web, il senatore Pietro Ichino: "Sul sito i miei dati analitici"

MILANO 06/05/2008 - Il giuslavorista Pietro Ichino, senatore del Pd, in occasione dell'incontro pubblico presso il teatro Dal Verme "Per la ricchezza della nazione, l'etica puòs ervire allo sviluppo?", ha espresso la sua opinione in merito alla polemica sulla pubblicazione dati relativi ai redditi dei contribuenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

"Io sono molto favorevole a questa misura. Sia perché ho grande ammirazione per il sistema svedese, dove questo sistema è adottato da 30 anni con risultati a mio avviso molto positivi, sia perché il principio di pubblicità dei redditi era in vigore da tempo nel nostro ordinamento.Io ho messo on-line sul mio sito i dati analitici dei miei redditi sia per il 2005 sia per il 2006 e metterò quelli relativi al 2007 quando li avrò. Mi auguro che tutte le persone che hanno una qualche visibilità pubblica facciano altrettanto. Del resto, sono a favore della totale trasparenza delle amministrazioni pubbliche e alla pubblicazione sui siti di tutti i resoconti che riguardano la gestione della cosa pubblica rielaborati in modo tale che il cittadino possa comprenderli a pieno e abbia l'opportunità di valutare se ci sono e quali siano gli eventuali sprechi".

Sul sito del neosenatore del partito democratico, www.pietroichino.it alla voce "rendiconto" sono pubblicati, appunto, i dati analitici relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2005 e del 2006 con una breve introduzione: "Poiché l'Agenzia delle entrate ha pubblicato i redditi denunciati dai contribuenti nel 2006 per l'anno precedente, riporto qui di seguito i relativi dati analitici, in riferimento sia al 2005, sia al 2006".

Intanto, l'associazione dei consumatori Adoc, ha denunciato per violazione della Privacy anche la Polizia Postale. I dati copiati dal sito dell'Agenzia delle Entrate prima dello stop del Garante, infatti, sono tuttora consultabili, sottolinea l'associazione. Per Adoc la pubblicità sui redditi è corretta e va mantenuta. Ma è necessaria l'attivazione di un sistema di identificazione e di tracciatura delle operazioni effettuate, a tutela della privacy.

Di parere diverso Assoconsumatori, che anzi si dichiara favorevole alla pubblicazione dei dati Irperf da parte del Fisco, facendo appello agli articoli 69 del Dpr 600 del 1973 e dell’articolo 66 bis del Dpr 633 del 1972 e addirittura sostiene la possibilità, da parte dell'ex Ministro delle finanze Vincenzo Visco, di ricusare i giudici perchè - a detta di Assoconsumatori - la decisione dell'Autorithy che dovrebbe essere presa domani dal Collegio, è già stata resa nota in una lettera del Garante Francesco Pizzetti sul quotidiano La Repubblica.

Codacons invece ha intrapreso la via della class action, chiedendo un risarcimento di 20 miliardi di euro, pari a circa 538 euro per ogni contribuente. [CONTINUA...] Scritto da: AS - alessandro.sichera@cronacaqui.it


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