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Nell’area in fondo a via Padova è prevista un’area di sosta temporaneaRaccolte 7mila firme contro i rom «In via Idro non vogliamo campi»
CRESCENZAGO 18/11/2009 - «No ai rom in via Idro». Lo ribadisce il comitato “Ripren diamoci Milano”, che senza tregua continua a raccogliere le firme di protesta contro un futuro campo di sosta temporanea nel quartiere Crescenzago. I nomi scritti nero su bianco hanno superato ieri le 7mila unità.UNA LUNGA STORIA È una storia lunga, quella di via Idro. Al civico 62 un campo esiste già ed è abitato da nomadi italiani di origine croata. Circa 150 persone che, in vent’anni di permanenza, si sono costruite ville (abusive) immerse nel verde e affiancate da allevamenti di animali. Dopo l’estate è arrivata la “sorpresa”: la notizia che, proprio in quel luogo, sarebbe sorta un’area di permanenza transitoria (secondo il piano di alleggerimento dei campi zingari finanziato dal ministero d e ll ’ Interno). Così ha avuto inizio la battaglia del comitato. Poi è stato un carosello di incontri. Finché, occhio e croce un mese fa, «il sindaco - spiegava il vicesindaco De Corato - ha chiesto al prefetto di considerare collocazioni alternative. Troveremo un’area dove il campo non darà problemi». Tutto risolto? Macché. Lunedì l’ipotesi del nuovo centro in via Idro è “ r is u sc i ta t a”: « Il campo di via Idro - ha dichiarato il sindaco Moratti dopo l’incontro coi vertici della maggioranza sul tema dei rom - diventerà un campo temporaneo con un numero di presenze, non più di 150, sensibilmente inferiore a quello che in maniera erronea era stato indicato dai comitati (che parlavano di 800 zingari, ndr). E saranno tutte persone regolari, senza sentenze passate in giudicato né casa di proprietà. Coi figli che vanno a scuola e percorsi di inserimento sociale ». Per il piano di alleggerimento arriveranno da Roma 12 milioni di euro. «FIRMO PERCHÉ...» Ma non tutti sono contenti, anzi. «Siamo consapevoli delle finte-promesse di una certa politica - dichiara Raffaella Piccinni, coordinatrice del comitato - che si preoccupa dei rom prima degli italiani. E diciamo basta, perché siamo esasperati. Come si può andare contro i desideri dei numerosi cittadini che hanno firmato la petizione? Vorrei anche ribadire che noi non apparteniamo a nessun partito». Ieri mattina, al presidio organizzato in piazza Udine, per firmare bisognava mettersi in fila. «Io firmo perché non è giusto spendere denaro per offrire un rifugio ai rom - attacca Carlo Palazzeschi - c’è gente che attende da anni una casa popolare». Come Sbirel, tunisino: «Io sono straniero, lavoro e pago l’affitto. Sto aspettando da tre anni un alloggio popolare e non è giusto che ci siano due pesi e due misure». Anche Giovanni Riccobono, single senza casa, sogna l’as segnazione: « Sono stufo sbotta - che mi passino davanti gli stranieri». Franca racconta la sua storia agghiacciante: « Per ben due volte, quando ero bambina, dei sinti hanno cercato di rapirmi. Questa storia mi ha traumatizzato. Ancora oggi, quando vado in giro, nascondo tutto». Poi c’è chi parla di furti e sporcizia: «A me hanno svaligiato l’appartamento - fa sapere Giovanna Dalla Rosa - sono stufa di avere tra i piedi questi delinquenti». E Gaetano Santoro sentenzia: «Il problema di questo paese è che c’è troppo assistenzialismo ». Intanto i presidi non si fermano (oggi il comitato sarà in via Petrocchi). Quanto al destino di via Idro, staremo a vedere. Marianna Vazzana |