poker poker

L'attrice è interprete e produttrice di “Viola di mare” in questi giorni al cinema

Maria Grazia Cucinotta: «Nel prossimo film reciterò senza veli»

MILANO 31/10/2009 - Ha incantato tutti come madrina della 66ma edizione del Festival di Venezia. Ora torna a indossare le vesti di interprete, ma soprattutto di produttrice nel film “Viola di mare” diretto da Donatella Maiorca.

Maria Grazia Cucinotta come nasce questo film?
Tutto è partito dal libro “Minchia di re” di Giacomo Pilati. Un testo intenso e a tratti anche molto duro, ma incredibilmente magnetico. Perché tratta di un incontro d’amore delicato e vero. Tanto che non ti accorgi neppure che si sta parlando di amore fra due ragazze.

Una storia ambientata nella sua Sicilia?
Sì, nella Sicilia del 1860, in cui Angela (Valeria Solarino) è perdutamente innamorata di Sara (Isabella Ragonese). Ma la vergogna che la relazione fra queste due donne porta sull’isola è insostenibile. In particolare per i genitori di Angela. Una storia di soprusi, identità negate e violenza. Ma anche una grande storia d’amore dove Angela diventerà Angelo pur di restare vicino a colei con cui vuole condividere la sua esistenza.

Crede che un film come questo possa aiutare la comunità omosessuale?
Spero di sì. Sono oltre 15 anni che lotto per i diritti degli omosessuali e spero che operazioni come queste possano prepararci ad un futuro migliore. I gay sono miei amici. Oggi si pensa a loro come a persone che trasgrediscono per un “vizio”. Pregiudizi terribili, frutto di ignoranza.

Al film hanno lavorato quasi esclusivamente donne…
Sì, perché spesso le donne sono penalizzate nell’ambito cinematografico. Così nel mio piccolo mi è sembrato giusto aiutarle. Inoltre volevamo trattare il tema nel modo più delicato possibile.

L’unica presenza maschile era quella di suo marito...
Mio marito è il centro di tutta la mia vita. È lui che si occupato di trovare i finanziamenti e la distribuzione. Senza di lui non saremmo riusciti a fare un film di questa qualità e spessore. Lui, come me, ama il cinema impegnato più che quello fatto di paillettes e lustrini.Lei è una delle poche persone del mondo dello spettacolo che riesce a conciliare bene carriera e professione, o almeno così pare.

Quali gli ingredienti di questo mix vincente?
Non penso ci sia una formula vincente. È una questione di impegno nella famiglia come nel lavoro, il resto viene da sé.

Oggi a quali progetti sta lavorando?
Ho prodotto “Dal bene al male”, un film sulle madri infanticide che uscirà fra qualche mese e sto girando il film di Alfonso Arau “L’imbroglio nel lenzuolo“, nel quale per la prima volta apparirò in una scena senza veli.

Sogno nel cassetto?
Oggi sono serena , dopo 14 anni di matrimonio il mio più grande desiderio è avere un altro figlio.

Roberto Bruno


Segnala su: