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Il chitarrista Gabriele Fersini è nato a Bresso: «È il mio quarto tour con lei, non sbaglia un colpo»«Laura è una forza della natura»
INTERVISTE 14/04/2009 - Stefano Ghionni stefano.ghionni@cronacaqui.it «Laura è una forza della natura». Parole, queste, di Gabriele Fersini, uno dei due chitarristi (l’altro è Paolo Carta, il fidanzato della cantante) fidati della Pausini che da anni l’accompagna nella registrazione degli album, ma soprattutto in tour. Partiamo prima di tutto dalla amicizia che la lega alla Pausini iniziata ben 16 anni fa... Esatto. Partecipavamo al Festival di Sanremo nella categoria “Giovani”. Nel corso di un’ospitata all’interno di una trasmissione ci ritrovammo tutti quanti insieme a cantare “Non ho l’età”. Mi avvicinai a lei dicendole che con “La solitudine” avrebbe spaccato tutto. Ricordo che lei incrociò le dita: c’avevo visto giusto, ma non era difficile intuirlo. Perché Laura Pausini piace così tanto? Perché c’è un giusto connubio tra canzoni, voce e interpretazione. Poi perché ha una forza pazzesca, una voce incredibile: da anni l’accompagno in tour e quindi l’ascolto nelle cuffie: non sbaglia una nota. È un fenomeno. Dietro le quinte come è Laura Pausini? Come tutti noi. Si prende i suoi tempi, a volte si rilassa, a volte si isola, qualche volta fa un po’ di ginnastica oppure si mette al computer. Dietro le quinte, prima di andare in scena, non parliamo mai del concerto che stiamo per presentare anche per esorcizzare un po’ il momento. Lei ha anche scritto un brano per la Pausini... Esatto. Si tratta di “Che storia è” pubblicato nel disco “Le cose che vivi”. Il testo l’ho scritto in dieci minuti pensando proprio a lei. Da musicista quale è la canzone che le piace suonare maggiormente? Ce ne sono tante anche perché oramai sono dieci anni che faccio parte della sua band. Però “Una storia che vale”, fra le tante, ha qualcosa di più. E invece quale è la canzone che il pubblico “reclama” particolarmente? La gente canta dall’inizio alla fine tutti i brani di Laura. Ma la “bandiera” resta “La solitudine. Una bella “fatica” comunque seguire la Pausini in tour? Un vero piacere anche perché questa è una tournée mondiale: è la quarta volta che accompagno Laura in tour. Credo che saremo impegnati fino a fine anno. Suoneremo dappertutto, Australia, Sudamerica, Canada, Stati Uniti... c’è una grande richiesta. Musicalmente che tour è? C’è molto affiatamento tra i componenti della band anche perché Emiliano Bassi (batteria, ndr), Matteo Bassi (basso, ndr) e Roberta Granà (cori) fanno parte del mio progetto musicale Pop And Roll: se sul palco ci si conosce meglio è sempre un fatto positivo e questa positività è notata anche dal pubblico. Il resto della band è composta, oltre che da Carta, da Bruno Zucchetti al pianoforte, da Manuale Cortesi e Gianluigi Fazio ai cori. Le date di Milano sono particolari? Si è tutti un po’ più sotto pressione: ci saranno tanti vip, tanti addetti ai lavori, tanti giornalisti. Il che non significa che daremo il meglio di noi stessi, visto che per noi ci impegniamo al massimo sempre. Però è inutile negare che Roma e Milano sono due città particolari. E poi lei è anche milanese, di Bresso per la precisione... Gioco in casa, sono doppiamente emozionato. Anche se il Forum lo conosco bene, vi ho suonato tante volte. Che ricordo ha del live di San Siro? Ricordo quando scavalcavo i muri del Meazza per andare a vedere il mio Milan. È un’esperienza che rimarrà per sempre dentro di ognuno di noi. Eppoi quella pioggia, che all’inizio avevamo visto come “fonte” di difficoltà, ha resto ancora più magico quello spettacolo, coreograficamente parlando. Lei ha suonato con grandi cantautori italiani, come Antonacci e Ramazzotti: con chi vorrebbe partire in un tour futuro? Vorrei accompagnare Claudio Baglioni o Vasco Rossi: mi piace provare nuove situazioni musicali. Ma il vero sogno è suonare con Bryan Adams. Conclusa la tournée con la Pausini, gli obiettivi di Ferzini? Andrò avanti con i Pop And Roll e con un altro progetto chiamato Van Halen Tribute. A quando un disco? Mi piacerebbe farlo, qualcosa nel cassetto ce l’ho già. |