L’ospedale Galeazzi segue mille pazienti: a volte i farmaci non bastano
Insulti e bestemmie: il maleducato
soffre della sindrome di Tourette
MILANO 06/11/2008 - A Milano ci sono tanti Giamburrasca. Non tutti però sono bambini estremamente vivaci. Sbattono gli occhi, fanno smorfie, spallucce, emettono versi e parolacce ma non per irrequietezza e maleducazione.
Soffrono di una patologia, la Sindrome di Tourette, la stessa accusata da Mozart, che viene definita dello “Sbraitamento del cervello”. Le maestre, e nemmeno i genitori, nella maggior parte dei casi se ne rendono conto, si limitano a sgridare il ragazzino che a scuola non ha certo vita facile anche perché viene preso in giro dai compagni.
E con il passare degli anni la situazione peggiora, perchè la patologia, che compare ai primi anni delle elementari, esplode nell’adolescenza creando non solo imbarazzo ma situazioni altamente invalidanti.
Si passa dai semplici tic motori e verbali all’autolesionismo e a comportamenti ossessivo- compulsivo anche di tipo sessuale. Nella maggior parte dei casi con l’età adulta la malattia, che colpisce quattro volte di più i maschi, scompare.
Nel 30% dei casi però perdura e rende ancora più difficile l’esistenza di questi pazienti. La Sindrome scoperta alla fine dell’Ottocento da Gilles de la Tourette si manifesta in diverse forme.
La più lieve, quella dei tic, nella nostra città è molto diffusa. «La troviamo nel 1015% degli alunni delle prime classi elementari» spiega il professor Mauro Porta, responsabile del Centro Disturbi Extrapiramidali e Sindrome Tourette del Galeazzi.
Qui, unica struttura italiana specializzata in questa patologia, tra ragazzi ed adulti sono in cura mille persone, delle quali il 25% proviene dalla Lombardia.
La maggior parte dei pazienti viene curata farmacologicamente, ma ci sono anche coloro che sono resistenti ai farmaci. È il caso dei 35, che fa aggiudicare al Galeazzi il primato mondiale, cui sono stati impiantati dei minielettrodi che attraverso la neurostimo- lazione cerebrale profonda bloccano lo sbraitamento del cervello. Ma il problema è la difficoltà di diagnosticare questa patologia. Ne sa qualcosa il capitano di lungocorso savonese di 26 anni Marco Sertonio che il 24 settembre scorso è stato malmenato ed arrestato dalla polizia stradale.
E’ passato con il rosso e poi li ha li ha insultati. Naturalmente, non hanno creduto che fosse malato.
Marisa de Moliner