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Identificato il cadavere trovato il 27 giugno alla periferia di Pioltello

Il carbonizzato del campo
è un quarantenne di Segrate

SEGRATE 09/07/2009 - È di un quarantenne di Segrate il cadavere carbonizzato ritrovato il 27 giugno nei campi dietro la piscina comunale di via Cattaneo, a Pioltello. La notizia, di cui tutti parlano nella frazione di Redecesio, dove viveva l’uomo, è stata confermata dagli investigatori.

Il particolare dell’orologio
Su come e perché sia stato ucciso vige il più totale riserbo, anche se pare che nel passato del segratese ci fossero alcuni precedenti per droga. Gli inquirenti sono convinti che scavando tra le conoscenze dell’uomo sia possibile trovare qualche indizio per risalire al colpevole. O ai colpevoli.

I carabinieri sarebbero risaliti all’identità incrociando i dati relativi alle denunce delle persone scomparse con i risultati dei primi esami sul cadavere. Decisivo sarebbe stato l’orologio da polso trovato sul corpo, riconosciuto dai parenti della vittima, preoccupati perché da giorni il quarantenne era sparito nel nulla.

Ucciso e bruciato
Da chiarire resta anche il motivo di un’esecuzione così cruenta. L’uomo sarebbe stato ucciso altrove e trasportato in un secondo momento in un campo alla periferia di Pioltello dove d’estate si ritrovano gruppi di immigrati. Tanto che in un primo momento pareva che le indagini si fossero indirizzate proprio verso la comunità sudamericana. Poi, una volta scaricato, i suoi assassini gli avrebbero dato fuoco, quasi sicuramente per cancellare le tracce lasciate.

Ad occuparsi del caso, oltre ai carabinieri di Cassano d’Adda, competenti per il territorio, e quelli di San Donato per l’identità del cadavere, ci sono anche i militari di Monza. Un dispiegamento di forze che fa pensare ad indagini portate avanti con un raggio d’azione molto ampio.

Il ritrovamento
A scoprire il cadavere carbonizzato del quarantenne, nel tardo pomeriggio del 27 giugno scorso, era stato il proprietario del fondo agricolo. Era passato dopo la grandinata del giorno prima per controllare il raccolto e, attirato da un odore nauseabondo, aveva fatto la macabra scoperta. Addosso al cadavere, che all’apparenza non presentava segni di violenza né fori di proiettile, non erano stati trovati documenti.


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